Cosa si intende per fitocosmetico?

Cosa si intende per fitocosmetico?

Il termine Fitocosmesi deriva dal greco Kosmèsis (adornare)  +  Phyto (pianta) e definisce quel ramo della cosmesi che utilizza principi funzionali estratti da vegetali.

L’origine della fitocosmesi è antichissima, si può dire che sia nata con lo sviluppo delle civiltà storiche.

Il concetto di fitocosmetico non deve assolutamente essere confuso con quello di biocosmetico o cosmetico biologico.

I cosmetici biologici sono infatti  formulati con materie prime derivate da agricolutura biologica , coltivati cioè in assenza di pesticidi o sostanze chimiche.

I derivati di origine vegetale utilizzati  in fitocosmetica sono:

  • ESTRATTI: sostanze ottenute dall’evaporazione parziale o totale di soluzioni contenenti le parti della pianta, fresche o secche.  L’evaporazione si esegue con solventi idonei ad asportare i principi attivi. A seconda della consistenza si possono ricavare estratti fluidi secchi o molli;
  • OLII ESSENZIALI o ESSENZE: sostanze ottenute tramite distillazione in corrente di vapore o dalla spremitura della pianta. Sono costituiti da miscele complesse di sostanze organiche, in parte volatili in parte no, dotate di  svariate funzioni
  • ACQUE AROMATICHE o IDROLATI: sono prodotti secondari della distillazione in corrente di vapore. Durante il processo di distillazione alcune molecole idrosolubili (solubili in acqua) o parzialmente solubili, hanno modo di sciogliersi all’interno del vapore acqueo, che trascina al di fuori dai tessuti vegetali l’olio essenziale; per rimanere in soluzione nell’acqua distillata.  La loro concentrazione è molto bassa (raramente supera l’1%), ma sufficiente per profumare l’acqua e per esercitare alcuni benefici.Grazie alle loro proprietà calmanti e lenitive le acque aromatiche possono risultare molto utili a livello cutaneo. Le si ritrova spesso all’interno di tonici o detergenti per il viso, ma anche creme e latti per il corpo, dove sostituiscono la normale acqua distillata (che costituisce l’80% di un prodotto cosmetico).
  • CATRAME: E’ un liquido viscoso dall’odore pungente e intenso, di colore bruno nerastro, ottenuto per distillazione a secco del legno di alcuni alberi. Il catrame a uso cosmetico viene per lo più ricavato da legno di conifere, di betulle e di faggio. Il più pregiato è il catrame di Norvegia, ottenuto per distillazione secca dei pini norvegesi. La distillazione secca consente il passaggio dallo stato liquido allo stato gassoso di composti a basso peso molecolare, come i fenoli. Il catrame vegetale viene impiegato soprattutto in dermatologia, perché è un ottimo disinfettante, antimicrobico e cheratoplastico.  In cosmesi:  svolge un’azione lenitiva, riduce il prurito e la desquamazione della cute del capo. Utilizzati per shampoo per forfora secca e grassa, stati desquamativi, dermatite seborroica e psoriasi.
  • LIPIDI: A temperatura ambiente possono trovarsi allo stato fluido (olii), pastoso (burri),  solido (cere).  In cosmetica vengono utilizzati sia come eccipienti atti a veicolare sostanze funzionali liposolubili, sia come principi attivi nel caso ad esempio delle carenze lipidiche cutanee

Le piante indicate in letteratura per l’impiego cosmetico sono numerosissime: se ne calcolano all’incirca 400. Un allegato della legge 713/86  riporta invece un elenco di una trentina di piante il cui utilizzo è assolutamente vietato in cosmesi.

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