Foto di Silvia_Mandala_Photophile
Intervista di Alessandra Berta della rivista online Fuxia Magazine (terza parte)
Inseguire una visione significa, prima di tutto, avere il coraggio di non lasciarsi spegnere dal rumore del mondo, scegliere di non fermarsi, di non scendere a compromessi con il tempo che corre e di trasformare le proprie radici nella spinta per andare oltre. Questa storia nasce così, dall’ostinazione di una donna che ha deciso di ascoltarsi e di dare una forma, e un profumo, al proprio sogno di rinascita. Custodendo l’essenza della sua terra, tra la delicatezza evocativa della Rosa Ligure e la dolcezza accogliente del Fiore di Tiglio, è riuscita a tracciare una strada tutta sua. In questa intervista non esploriamo un semplice prodotto, ma il percorso di una mente instancabile che ha voluto racchiudere la propria biografia, la propria forza e un’autentica dichiarazione d’amore verso se stessi in un rituale quotidiano. Per ricordare a chiunque, ogni mattina, l’importanza di ricominciare da sé.
Ci racconti come nasce il nome Humaawa?
Questa domanda farà felice moltissime mie clienti che mi hanno chiesto il perché di un nome così complicato e difficile da scrivere. In realtà non è così: una volta spiegata l’etimologia di questa parola tutto sembrerà più semplice.
Humaawa deriva dalla crasi di 3 termini inglesi: Human, Awake, Awareness, che racchiudono l’etica e la filosofia del brand. Vediamoli uno per uno.
Iniziamo da Human.In un mercato come quello della skincare in cui regna l’ossessione per l’anti-age ho scelto un approccio che rifiutasse la “guerra” ai segni del tempo e la mera cancellazione dei difetti come unico ed assoluto obiettivo della cura della pelle.
Human ricorda che la pelle non è una superficie da correggere, ma l’organo più “umano” che abbiamo. Reagisce allo stress, al sonno perso, al cortisolo alto, alle emozioni che non diciamo.
Una crema Human parte da qui: formule che rispettano i tempi della biologia, non li forzano. Niente promesse miracolose in 7 giorni. Solo ingredienti che parlano la lingua della pelle: barriera, microbioma, infiammazione silenziosa.
Humaawa è skincare che ti tratta da persona, non come un problema da risolvere.
Awareness significa consapevolezza.
Humaawa è il momento in cui ti fermi e scegli di dare attenzione anche ad un gesto semplice come spalmare la crema: è il contrario di fare le cose in automatico.
Awareness trasforma 30 secondi di fretta in un check-in con te stesso: com’è la mia pelle oggi? Tira? È spenta? Dove trattengo la tensione?
Una texture che ti induce a massaggiare lentamente nonostante il rapido assorbimento, un profumo non invadente che riporta al respiro, un packaging che non urla: tutto questo è awareness applicata alla skincare.
Humaawa è rituale di consapevolezza che ti riporta a te.
Per finire AwakeAwake significa risveglio
Ogni mattina la pelle si rigenera ma solo se glielo permetti.
La skincare migliore non ti trasforma, ti ricorda chi sei prima che il mondo ti chieda di essere altro.
Con i suoi attivi naturali, il suo profumo avvolgente e la sua texture vellutata Humaawa si può considerare un vero e proprio risveglio biochimico dei nostri sensi.
In che modo tutto questo si traduce concretamente nella crema Humaawa?
Nel concreto: crediamo in una skincare che abbassa il volume, che parla ai sensi prima che alle rughe, che ti riporta nel corpo, un massaggio alla volta, perché prendersi cura della pelle è un modo per prendersi cura di sé.
In un mondo di skincare che promette di “cancellare” e “trasformare”, Human Awareness sceglie di “accogliere” e “ascoltare”.
E’ così che l’appuntamento con Humaawa non è più un esercizio di bellezza ma un rituale atteso che dice “oggi ricomincio/rinasco da me”.


